Frullatore a immersione o tradizionale, qual è meglio?

E’ da un pezzo che i nuovi frullatori a immersione hanno soppiantato quelle rudimentali macchine per frullare tradizionali, forse qualcuno se le ricorda ancora o, se è fortunato, può trovarne qualcuna ancora funzionante sulle bancarelle dei mercatini vintage. La differenza con i moderni minipimer è evidente, i vecchi frullatori sono delle specie di caraffe giganti con il manico simile a quello di una caffettiera, il corpo tozzo e sgraziato, altra cosa dai moderni frullatori a immersione, snelli e maneggevoli, gradevoli anche alla vista e da attaccare anche in bella vista sulla parete di cucina senza sfigurare. Visivamente tutta un’altra storia, ma quanto al funzionamento? Pure, se è vero come è vero che dovunque ci si giri, anche in tivù, il frullatore a immersione è ormai un cult in cucina.

Basta guardarlo per capire che è un ‘primattore’, disinvolto, maneggevole e funzionale, da trasportare facilmente in ogni angolo per sminuzzare, frullare nel bicchiere o nella pentola, a seconda delle preparazioni. Il frullatore tradizionale, invece, è pressoché statico, fisso, non si muove, sta lì e siamo noi a doverci adeguare e piegare al suo immobilismo, in più non è telegenico, non è social, non è trendy, pesa troppo, non si maneggia con facilità, goffo come un dinosauro di un’altra era, insomma. L’evoluzione ha portato a ben altri frullatori, modelli performanti di cui si può visionare una selezione su Frullatore a Immersione.

L’ultima frontiera dei frullatori a immersione parla la lingua dei minipimer, versatili, liberi e volanti dalla ciotola alla brocca. Se il vecchio frullatore può prendersi una rivincita quella è sulla potenza. A parità di wattaggio un frullatore tradizionale la spunta sul moderno frullatore a immersione perché la sua potenza sarà superiore, magari meno versatile ma di sicuro più potente. Per il resto stravincono i nuovi frullatori a immersione, per leggerezza, funzionalità e design, ma soprattutto per la loro natura ‘multifunction’, che permette di avere tutto in uno e di riunire in un unico strumento quello che prima richiedeva l’acquisto di almeno dieci elettrodomestici da cucina grazie alla moltitudine di utilissimi accessori intercambiabili di cui sono dotati. Insomma, i tempi cambiano e i frullatori pure.